Splatter marketing!

April 17, 2018 | Author: Anonymous | Category: Arte, Comunicazione, Marketing
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Roberto Castrogiovanni

Splatter marketing! Strategie innovative di promozione nel cinema indipendente di genere italiano: il caso Bumba Atomika

Roberto Castrogiovanni Splatter Marketing! - Strategie innovative di promozione nel cinema indipendente di genere italiano: il caso Bumba Atomika

Sommario

Splatter marketing! Strategie innovative di promozione nel cinema indipendente di genere italiano: il caso Bumba Atomika ............................ 1 1. Introduzione................................................................................................................................ 3 1.2 Il caso Bumba Atomika......................................................................................................... 3 2. Target e posizionamento ............................................................................................................. 5 3. Gli strumenti promozionali: ubriacare la rete............................................................................... 8 4. Guerriglia Atomica ................................................................................................................... 13 5. Lo Splatter Marketing ............................................................................................................... 16 6. Conclusioni............................................................................................................................... 20 7. Appendice. Parla Bumba: intervista a Michele Senesi................................................................ 23 Bibliografia................................................................................................................................... 30 Sitografia ...................................................................................................................................... 30 Siti legati a Bumba Atomika ...................................................................................................... 30

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1. Introduzione Questa tesina nasce da una considerazione: è dal basso, dal sottobosco di produzioni indipendenti e underground, che si dipartono spinte propulsive volte alla sperimentazione e all’innovazione cinematografica, non solo in termini di concezioni estetiche e linguistiche, ma anche in fatto di promozione e marketing del prodotto audiovisivo. Ciò è vero soprattutto nel panorama nazionale, in cui le produzioni istituzionali tendono ad essere abbastanza conservatrici e si affidano quasi esclusivamente a tecniche pubblicitarie e distributive convenzionali, trascurando le incredibili opportunità che oggi possono offrire le tecnologie e i mezzi di comunicazione digitali. Le iniziative indipendenti ed estranee al circuito e all’ideologia mainstream, invece, non avendo a disposizione mezzi finanziari per sostenere campagne di advertising classiche ed essendo maggiormente disposte a mettersi in gioco con strategie inedite, possono fornire spunti interessanti sulle nuove possibilità del marketing – soprattutto nell’impiego di internet e delle nuove tecnologie –, fungendo da apripista per lo sviluppo di future pratiche e modalità promozionali. A questo scopo ci si dedicherà allo studio di un caso ritenuto emblematico per sondare gli umori provenienti da un cinema alternativo alle logiche di mercato, ma al tempo stesso non estraneo a una vocazione popolare e commerciale: il cinema di genere indipendente italiano. Un cinema in grado di osare senza compromessi nei contenuti e nella forma, ma in continua ricerca del contatto col pubblico e ben disposto a “sporcarsi le mani” con strategie pubblicitarie volte a ottenere la massima risonanza e visibilità. 1.2 Il caso Bumba Atomika

In quest’ambito, nell’anno cinematografico in corso, sicuramente l’iniziativa più inusuale e spiazzante è rappresentata da Bumba Atomika, lungometraggio concepito dal giovane regista marchigiano Michele Senesi, attualmente in fase di lavorazione. Bizzarro è probabilmente l’aggettivo più adatto per descrivere questa folle ode all’iperconsumo alcolico, una girandola di generi che frulla il comico demenziale con l’horror necrofilo, il pulp con il kung fu, la musica metal con le siepi e gli ermi colli recanatesi. Del resto, sfogliando il curriculum di Senesi, è facile farsi un’idea delle possibili influenze e dei modelli di riferimento che costituiscono il fondamento della sua concezione stilistica. Impegnato da anni nella realizzazione di cortometraggi e videoclip prevalentemente a sfondo orrifico, fondatore di Asian Feast 3

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(http://www.asianfeast.org), il primo portale italiano dedicato al cinema asiatico, collaboratore per la rivista “Nocturno Cinema”. Tra le influenze citate nel suo Myspace1 (http://myspace.com/palonerofilm) figurano, in ordine sparso: «Tsui Hark, Godzilla, Malcolm X, Il Sorpasso, Il Gattopardo, Tetsuo, Grand Hotel Excelsior, A Hero Never Dies, Altrimenti ci Arrabbiamo, Piedone lo Sbirro, Hana-Bi, Fukasaku, Final Fantasy XXX, Go Nagai…». La sinossi del film (reperibile sul sito ufficiale) fornisce ancora più chiaramente le coordinate per comprendere il clima anarchico dell’operazione. Bumba Atomika è la storia di quattro ragazzi, ufficialmente studenti dei primi anni di università, in realtà nullafacenti dediti esclusivamente allo smodato consumo di alcol. Leader della combriccola, nonché voce narrante del film, è Luca, appassionato di serial killer con alle spalle una rapina andata male. Con lui ci sono Camillo, excompagno finito in cella, Berna e Cin Cin. Il gruppo, bisognoso di fondi per procurarsi sempre più costose marche di vini e liquori, scopre per caso un modo facile per far quattrini: vendere cadaveri via internet. Cominciando un po’ per gioco i quattro amici finiranno ben presto coinvolti in una spirale di vicende grottesche e inquietanti. Il progetto nasce nei primi mesi del 2006, quando per l’occasione viene fondata dallo stesso Michele Senesi una casa di distribuzione indipendente, la PALONEROfilm (http://www.palonerofilm.com). Nella fase di preproduzione, che dura da marzo a settembre, vengono realizzate sceneggiatura e schizzi preparatori, individuate le location, messi a punto design e costumi e organizzate audizioni per gli attori. Parallelamente, sin dal marzo 2006 viene già lanciata l’attività promozionale che prende le mosse da due siti web creati apposta per l’occasione; uno dedicato alla casa di produzione (http://www.palonerofilm.com) e uno al film (http://www.palonerofilm.com/bumbaatomika.htm). Le riprese vere e proprie sono effettuate tra ottobre e novembre del 2006. I siti nel frattempo vengono costantemente aggiornati sui progressi della lavorazione. Attualmente è in corso la fase di postproduzione. L’uscita è prevista non prima di aprile 2007.

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MySpace è una comunità virtuale creata nel 1998 da Tom Anderson e Chris DeWolfe. Offre ai suoi utenti blog, profili personali, gruppi, foto, musica e video. (http://www.myspace.com/).

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2. Target e posizionamento Anche da una descrizione molto sommaria del progetto come quella riportata nel precedente paragrafo risulta evidente che, per le tematiche trattate, la presenza di situazioni estreme (ancorché spesso dal tono goliardico e grottesco) e le citazioni rivolte a cinefili appassionati di B-movies, Bumba Atomika si rivolge ad un target di pubblico molto specifico e settoriale. Per questo motivo qualunque campagna tradizionale di advertising effettuata attraverso canali di diffusione mainstream (come televisione, radio ed editoria nazionale non specialistica) e rivolta a un pubblico generalista risulterebbe – oltre che dispendiosa – decisamente non redditizia. Definizione del target e posizionamento sono le parole d’ordine di qualunque prospettiva marked-oriented, a maggior ragione indispensabili nel caso di un prodotto di nicchia e fuori dalle logiche di mercato come il lungometraggio di Michele Senesi. «Il film» – sostiene Michele Bagella in La vita e bella? Il cinema italiano alla fine degli anni Novanta2 - «costituisce un “prodotto di consumo culturale” la cui valorizzazione dipende dai gusti del pubblico cui è destinato. Per questa ragione proprio l’analisi di tali gusti diventa il fattore centrale per comprendere come un prodotto cinematografico possa corrispondervi e creare il proprio mercato». Solo dopo aver individuato i mercati obiettivo e aver elaborato una strategia di posizionamento volta a veicolare un’identità coerente e ben definita del prodotto cinematografico presso gli spettatori potenziali è possibile concentrarsi sugli strumenti e le modalità promozionali del marketing-mix cinematografico più efficaci per raggiungere le specifiche fasce di pubblico. Nel caso di Bumba Atomika, pur non disponendo di dati forniti da specifiche ricerche di mercato, è possibile con ragionevole certezza ritenere che, tenendo in considerazione gli elementi tematici e stilistici – alcol, violenza, musica metal, splatter, kung fu – concorrenti a definire il posizionamento del film, il primary target di riferimento sia costituito da giovani adulti tra i 17 e i 25 anni e adulti tra i 25 e 34 anni, prevalentemente di sesso maschile, amanti in particolare dei generi d’azione e dell’orrore. Fra le pellicole affini di successo – i cosiddetti “like-pictures” –, che possono essere usati come riferimento in relazione al target richiamato e alle strategie impiegate, si possono citare horror amatoriali divenuti fenomeni di culto come The Blair Witch Project di Daniel Myrick ed Eduardo Sànchez (1999), o pellicole che hanno trasformato le efferatezze gore in un richiamo pubblicitario redditizio, come Saw – L’enigmista di James Wan (2004), Cabin Fever (2002) e Hostel (2005) di Eli Roth, oppure ancora film pulp grotteschi e ironici come quelli di Quentin Tarantino (Pulp Fiction, Le Iene, Kill Bill) e Robert Rodriguez (El Mariachi, Desperado, Dal 2

In M. Repetto – C. Tagliabue, La vita e bella? Il cinema italiano alla fine degli anni Novanta, Editrice Il castoro, Milano, 2000.

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tramonto all’alba)3 e naturalmente opere di registi orientali che hanno ottenuto successo anche nel nostro paese, per citarne solo un paio Seven Swords di Tsui Hark (2005) e Kung fu Hustle di Stephen Chow (2004). Il film inoltre potrebbe costituire un oggetto di richiamo anche per un’altra nicchia di appassionati, quelli della musica heavy metal. La colonna sonora è affidata, infatti, al gruppo marchigiano Kurnacool, inventore del genere definito “Vì Metal”, ossia “sonorità metal che accompagnano testi di matrice etilica”4. Si tratta di musicisti particolarmente conosciuti a livello locale, che potrebbero contribuire a creare un punto di contatto tra sottoculture cinematografiche e musicali. È molto importante rilevare, inoltre, come il target di Bumba Atomika sia scomponibile in diverse categorie secondo l’ampiezza geografica. Da una parte si distingue un macro-target nazionale e uno a livello internazionale – il regista, infatti, è intenzionato a diffondere la sua opera anche nei mercati esteri che siano più interessati ai generi cinematografici di riferimento. D’altra parte potrebbe configurarsi anche un interesse su base locale, giacché la storia del film pone in rilievo ambientazioni, luoghi e prodotti tipici (in particolare vinicoli) della regione Marche, in cui gli spettatori potrebbero riconoscersi. La campagna marketing intrapresa da Bumba Atomika appare decisamente consapevole del pubblico obiettivo cui mirare e intenzionata a concentrarsi soprattutto sugli strumenti in grado di consentire una maggiore influenza e penetrazione nei settori specifici d’interesse – in particolare internet e le nuove tecnologie – come si vedrà meglio nel paragrafo seguente. Ma l’intenzione di stabilire un contatto col bacino potenziale di appassionati può rinvenirsi anche nelle scelte che hanno guidato la realizzazione di uno strumento pubblicitario tradizionale come la locandina. «Il poster» – infatti – «costituisce uno strumento paratestuale in grado di veicolare in modo sintetico e immediato la personalità che si è deciso di assegnare a una pellicola: la locandina costituisce in questo senso il mezzo di comunicazione più rappresentativo della strategia di posizionamento pianificata, un indicatore in grado di fornire informazioni dettagliate sulle modalità di presentazione del prodotto rispetto ai suoi spettatori potenziali»5. Il manifesto6 di Bumba Atomika sfrutta al massimo le potenzialità insite nel mezzo, riuscendo a comunicare simultaneamente differenti idee e suggestioni, ciascuna indirizzata a un target con diverse competenze e conoscenze pregresse. 3

Tarantino e Rodriguez stanno ultimando Grindhouse, un film a due episodi che rievoca le double feature di genere exploitation diffuse tra gli anni ’60 e ’70. Sarebbe proficuo per Bumba Atomika sfruttare l’effetto traino che si verrebbe a creare con il probabile successo di questa operazione. 4 Cfr. http://www.unofficialkurnalcool.com/. 5 G. Celata – F. Caruso, Cinema, industria e marketing, Guerini e Associati, Milano, 2003, p. 187. 6 Si tratta del primo manifesto promozionale del film, quello che circolerà per tutta la fase di produzione, terminata la quale sarà sostituito da una nuova versione.

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L’artwork è costituito da un’unica immagine: cinque bottiglie di diversa forma e dimensione, tutte facilmente associabili a diversi tipi di bevande alcoliche – fiasca di vino, confezione di liquore, bottiglie di vino e di birra – si stagliano sulla cima di un colle, sopra il quale domina un suggestivo cielo nuvoloso all’alba. Si tratta di un espediente metonimico che si serve delle bottiglie per rappresentare i protagonisti del film (in un momento in cui gli attori non erano stati ancora individuati) e che al tempo stesso definisce in maniera chiara e inequivocabile su quale argomento è imperniata la narrazione. L’importanza dell’elemento etilico è rafforzata dal copy: «Il film definitivo sull’(ab)uso di alcol», dall’indicazione «Imbottigliato: settembre 2006», che fa riferimento al periodo di lavorazione, e naturalmente dal titolo stesso. Quest’ultimo dal punto di vista grafico si presenta come un logo a tutti gli effetti, in cui tra l’altro il design della lettera “t” rimanda alla forma di un cavatappi. Non vengono date informazioni ulteriori sullo stile o il genere del film. In questo modo un pubblico poco predisposto e non specialistico, basandosi esclusivamente su questa locandina, non è in grado di farsi un’idea su ulteriori nuclei tematici del film, come ad esempio la violenza o l’argomento necrofilo. Lo spettatore più smaliziato e cinefilo, invece, è probabile che colga il riferimento tra la disposizione delle cinque bottiglie e quelle delle sette spade della locandina di Seven Swords di Tsui Hark: una precisa dichiarazione poetica, dal momento che Michele Senesi considera il regista di Hong Kong una delle sue massime fonti d’ispirazione. Il primary target della pellicola saprà quindi già cosa aspettarsi: molte sequenze d’azione, forse addirittura scene d’arti marziali. Infine, sebbene il panorama della fotografia non presenti elementi caratterizzanti, non è escluso che il pubblico locale possa riconoscere i tipici colli recanatesi, attribuendo al film anche un valore d’appartenenza territoriale.

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Figura 1 Le locandine di Bumba Atomika e di Seven Swords una di fianco all'altra.

3. Gli strumenti promozionali: ubriacare la rete Considerate tali premesse, il core della strategia promozionale di Bumba Atomika non poteva che risiedere nel mezzo internet. Le campagne di advertising più classiche, infatti, come press advertising, radio advertising e television advertising, sono insostenibili per una produzione totalmente indipendente e autofinanziata e soprattutto sono strumenti di tipo generalista che non consentono di selezionare uno specifico target. Se una costosa campagna a tappeto sul tutto il territorio nazionale è l’ideale per un grande blockbuster “per tutta la famiglia” che mira a conquistare indistintamente qualunque fascia di pubblico, non è certo lo strumento più efficace per un “blackblock-buster” – come il regista ama definire il suo progetto – che si rivolge a una nicchia ben distinta di giovani appassionati del cinema di genere. Il primary target del film, infatti, è costituito da utenti che possiedono un livello culturale medio-alto e un alto grado di alfabetizzazione informatica. Si tratta in

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genere di navigatori esperti che trascorrono molto tempo della loro giornata sul web7 e che quindi sono particolarmente esposti a una campagna pubblicitaria che impieghi modalità interattive e multimediali (molto più coinvolgenti rispetto a quelle tradizionali). L‘interattività, inoltre, consente di stimolare la partecipazione attiva dell’utente alla promozione, strumento questo potentissimo e sempre più al centro delle nuove tendenze di marketing non convenzionale (viral marketing, word of mouth, guerriglia marketing, co-creating branding, marketing esperienziale), come vedremo ampiamente sfruttato anche da Bumba Atomika. Inoltre le nuove tecnologie promozionali si adattano particolarmente a un film girato totalmente in digitale e che scommette sulle nuove soluzioni informatiche in termini di produzione e distribuzione cinematografica. Il web è sfruttato in maniera pervasiva, diffondendo l’attività promozionale su siti web, forum e blog. Le principali sedi pubblicitarie sono: Il sito ufficiale di Bumba Atomika http://www.palonerofilm.com/bumbaatomika.htm, vero e proprio quartier generale da cui si diparte la campagna. Realizzato con una grafica particolarmente accattivante e coerente con lo stile del film – oltre a riproporre il logo e le bottiglie che compaiono nel manifesto ufficiale, contiene riferimenti stilistici di stampo orientale –, il sito si caratterizza anche per una buona navigabilità che consente di raggiungere rapidamente gli argomenti d’interesse. Nella home page è presente, oltre a un riquadro con le news sempre aggiornate, l’accesso a quattro macro sotto-sezioni: “Zona stampa”, che fornisce tutto il materiale necessario ai giornalisti per coprire l’evento (storia del film, contatti, risorse grafiche come manifesti, loghi e banner); “Materiali sul film”, che contiene una serie di risorse multimediali eterogenee (come audio, video, un podcast chiamato “vodkast”8, informazioni sulle location, storyboard, ecc); “Donazioni, Adozione, Produzione”, rivolta a coinvolgere a diversi livelli tutti i soggetti che possano essere interessati a supportare la pellicola e “Intorno a Bumba”, raccolta di biografie e curricula del cast artistico e tecnico. Sempre dalla pagina principale è possibile accedere ad alcune sezioni “extra”, iniziative più particolari volte a incuriosire il visitatore: la raccolta di mini-spot “XX: 10: BA”, il blog, la campagna di adozione della mascotte Susho e la finta vendita su E-bay di due cadaveri che compaiono nel film. Da sottolineare come il sito punti a rivolgersi a un macro target internazionale, con particolare attenzione naturalmente ai paesi dell’estremo 7

Da rilevare come la maggior parte dell’informazione specialistica dedicata al cinema di genere, horror, pulp e orientale si trova su riviste on-line, spesso in inglese, come ad esempio “Twitch” (http://www.twitchfilm.net/), che ha dato spazio più volte a Bumba Atomika. 8 Il podcasting è un sistema che permette di scaricare in modo automatico risorse audio o video, chiamate podcast, utilizzando un programma (un “client”) generalmente gratuito chiamato aggregatore o feeder (Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Podcast). Tuttavia quello di Bumba Atomika, allo stato attuale, non può definirsi a tutti gli effetti un podcast, perché è limitato ad un’unica puntata e non presenta un dispositivo di aggiornamento automatico.

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oriente. Così, oltre a una traduzione completa in inglese, sono presenti delle pagine con informazioni sintetiche in francese, tedesco, spagnolo, ma soprattutto giapponese, cinese9, coreano e tailandese. Tuttavia esiste anche uno spazio riservato al micro-target locale: una pagina è, infatti, in dialetto marchigiano.

Figura 2 Home page del sito ufficiale di Bumba Atomika.

- Il sito ufficiale della PALONEROfilm http://www.palonerofilm.com, la casa di produzione fondata da Michele Senesi per la realizzazione di Bumba Atomika e di altri progetti. L’impostazione è molto simile a quella del sito precedente e alcuni materiali sono identici. Dalla home page è possibile leggere le news e accedere alle sezioni principali: informazioni sulla casa e sulle professionalità coinvolte, sulle opere già realizzate, sui film in lavorazione, galleria fotografica, rassegna stampa, contatti e richieste di collaborazione. Come per il sito di Bumba Atomika è disponibile una traduzione integrale in inglese e traduzioni parziali in sei lingue straniere (più il dialetto marchigiano).

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La pagina in cinese è attualmente in lavorazione.

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La funzione assolta è prevalentemente quella di una vetrina introduttiva, che fornisce dati essenziali relativi a tutto ciò che ruota attorno ai progetti di Senesi e indirizza per un maggior approfondimento al sito ufficiale del film.

Figura 3 Home page del sito ufficiale della PALONEROfilm.

- Il blog di Bumba Atomika http://bumbaatomika.splinder.com/. Si presenta sottoforma di diario personale di Berna B., uno dei personaggi protagonisti del film. Lo stile grafico similare contribuisce a creare coerenza e continuità con il sito ufficiale, configurando il blog come appendice e sviluppo naturale di esso, nonché come sorta di espansione narrativa dell’universo del film. L’aggiornamento costante, in corrispondenza delle diverse fasi di lavorazione, e il carattere soggettivo della narrazione consentono di stabilire potenzialmente un contatto diretto con i visitatori. Tuttavia la possibilità di instaurare un effettivo dialogo bidirezionale è impedita, poiché agli utenti non è concesso di commentare i messaggi.

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Figura 4 Il blog di Bumba Atomika.

- Il Myspace della PALONEROfilm http://myspace.com/palonerofilm. Strumento ormai imprescindibile per tutti i registi, cantanti, scrittori, e artisti in generale che desiderano ottenere visibilità attraverso i canali forniti dal ciberspazio, il Myspace personale consente di creare comunità di amici e supporters e di presentare in maniera semplice e immediata la propria attività e le proprie creazioni. 12

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- Il forum di AsianFeast http://www.asianfeast.org/forum/, il portale dedicato al cinema orientale curato da Michele Senesi e Martina Colorio. Sin dalle prime fasi di ideazione del film è stata aperta sul forum una discussione posta in evidenza, aggiornata costantemente con le ultime novità. In questo modo si attira l’interesse di un potenziale bacino di spettatori che potrebbero facilmente apprezzare Bumba Atomika e si stimola la discussione intorno al progetto in maniera libera e orizzontale. Un ulteriore canale per individuare e instaurare comunicazione con la nicchia degli appassionati del cinema di genere è quello delle riviste specialistiche. Anche questa strada è stata percorsa da Bumba Atomika che, sfruttando probabilmente i contatti del regista all’interno del settore, è riuscito ad ottenere una certa copertura su diversi magazine di settore, sia on-line (“Twitch” – una delle più autorevoli fonti d’informazione internazionali sulla cinematografia alternativa – “Splattercontainer”, “Film Horror”10), sia cartacei (“Hot dog”). Si tratta per la maggior parte di riviste che riscuotono notevole fiducia da parte dei fan e sono ritenute da essi particolarmente attendibili. 4. Guerriglia Atomica Il copy cha ha accompagnato fin dall’inizio la campagna pubblicitaria del film parla chiaro: «Il blackblock-buster del cinema indipendente italiano». L’atteggiamento aggressivo con cui Bumba Atomika si prepara alla guerra mediatica per aprirsi un varco tra le porte sbarrate del circuito mainstream è esplicito nella definizione degli obiettivi e dell’attitudine della casa di produzione: «La PALONEROfilm non si pone limiti. Le nuove tecnologie, il digitale, la magia degli effetti speciali, l’animazione, i virtuosismi e una regia dinamica sono le nostre armi. Storie non convenzionali, sperimentazione e ricerca spasmodica di qualcosa che non è mai stato fatto prima, il nostro esercito. La PALONEROfilm è pronta per la guerra».11 Una linea di pensiero e d’azione che ha molti punti di contatto con la filosofia del Guerrilla Marketing. Il concetto, teorizzato per la prima volta da Jay Conrad Levinson nel 198412, negli ultimi anni ha incontrato notevole diffusione in tutto il mondo, diventando, tra l’altro, anche il fondamento teorico di un’agenzia pubblicitaria italiana nel campo cinematografico, nota appunto come “Guerriglia Marketing”. Sul sito http://www.guerrigliamarketing.it/, accanto all’incisivo slogan «fottere il mercato per entrarci», compare il decalogo del progetto: «1. Guerriglia 10

Cfr. www.twitchfilm.net, www.splattercontainer.com, www.filmhorror.com. Cfr. http://www.palonerofilm.com. 12 Cfr. http://www.gmarketing.com/, il sito ufficiale di Jay Conrad Levinson. 11

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Marketing è un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale che consente di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti 2. Guerriglia Marketing concorre allo sviluppo delle strategie di mercato attraverso la messa in scena di pseudo-eventi concepiti in integrazione all’immagine dell’azienda 3. Guerriglia Marketing sfrutta il bisogno di novità dei mezzi di comunicazione e la permeabilità dei suoi meccanismi per promuovere idee, marchi o prodotti 4. Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema media virus memetici in grado di autoreplicarsi nelle menti dei consumatori 5. Guerriglia Marketing è un processo di dissipazione della fiducia che il consumatore ancora ripone nell'economia nel suo complesso a vantaggio del successo di una singola impresa: la tua»13. Il sostrato ideologico cui Guerriglia Marketing fa riferimento comprende anche l'esperienza del Luther Blissett Project14 e del Communication Guerrilla15, il fenomeno dello street culture, il circuito del culture jamming16 e tutte le iniziative che abbiano a che fare con la comunicazione radicale e la presa di parola da parte di gruppi minoritari e alternativi al sistema. Anche il circuito del cinema indipendente italiano può essere considerato una realtà minoritaria che, nel tentativo di vincere la battaglia della visibilità, non esita a utilizzare tutti i mezzi di guerriglia a propria disposizione, inclusi quelli più subdoli e poco ortodossi. Il progetto promozionale di Bumba Atomika pare situarsi proprio su questa linea di pensiero e comprende svariate tecniche che attingono al marketing non convenzionale. Tra queste la più interessante è senza dubbio il viral marketing. Si tratta di una strategia che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali17. Il termine “virale” fa riferimento alla modalità di propagazione del messaggio, simile a un contagio. La rete internet, in grado di diffondere rapidamente e a livello globale contenuti, servizi, idee, è il luogo d’elezione del viral marketing. Il sito Bumba Atomika non perde occasione per stimolare la partecipazione degli appassionati e la promozione volontaria tramite il word of mouth (passaparola). Il coinvolgimento può assumere vari livelli ed è indirizzato a diverse categorie di sostenitori. 13

Cfr. http://www.guerrigliamarketing.it/corporate/manifesto.htm. Luther Blissett è un nome multiplo, ovvero uno pseudonimo collettivo utilizzato da un numero imprecisato di performers, artisti, riviste underground, operatori del virtuale e collettivi di squatters americani ed europei negli anni Ottanta e Novanta, con attività volte a sabotare il sistema mass-mediatico. In Italia il progetto prende il via a Bologna attorno al 1995. Cfr. http://www.lutherblissett.net/index_it.html. 15 Il termine Communication Guerrilla fa riferimento all’uso di forme non convenzionali di comunicazione all’interno di processi comunicativi più convenzionali. Cfr. http://www.contrast.org/KG/. 16 Il culture jamming, traducibile in italiano con “sabotaggio culturale”, è una pratica contemporanea che mira alla contestazione dell’invasività dei messaggi pubblicitari veicolati dai mass media nella costruzione dell’immaginario della mente umana. Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Culture_jamming. 17 Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale. 14

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Si può, ad esempio, “adottare” Susho, il personaggio mascotte del film, inserendo un banner18 pubblicitario all’interno del proprio sito o del forum che si frequenta. Una procedura abbastanza comune per pubblicizzare un sito, ma in questo caso c’è da segnalare una particolarità: il banner muta nel tempo e informa sullo stato di lavorazione.

Figura 5 La mascotte Susho e il banner di supporto per Bumba Atomika

Il continuo dialogo con gli utenti è garantito anche dalla presenza del blog del film, aggiornato costantemente durante la lavorazione. Tuttavia ai visitatori non è fornita la possibilità di commentare è ciò è una grave pecca, perché non consente di stabilire appieno un contatto diretto con l’universo dei supporters. Esistono poi forme di partecipazione che richiedono un maggior grado d’investimento, dalla donazione in denaro per mezzo di PayPal19, al contributo creativo mediante la realizzazione di minispot di 10 secondi. Quest’ultima iniziativa, battezzata “XX: 10: BA”, oltre a costituire essa stessa una forma di produzione artistica e di sperimentazione coi linguaggi e i formati (non ci sono limiti ai mezzi espressivi: si va dall’animazione digitale al videofonino), richiede, nel pieno spirito del viral marketing, persone che credono fortemente nel progetto e che possono fungere da testimoni disinteressati. «Di nuovo il supporto arriva dal basso e non è mai stato tanto forte. XX: 10: BA, un urlo dal basso. L’ennesimo», recita il sito e, a giudicare dal numero di corti presenti, – al momento dodici – l’operazione sembra essere riuscita. Il coinvolgimento non è diretto soltanto ai potenziali spettatori/consumatori, ma si estende anche ad altre categorie ben differenziate di soggetti: giornalisti che 18

Uno striscione pubblicitario che compare nei siti web. La forma di advertising più diffusa su Internet. Un sistema di pagamento sicuro tramite carta di credito via Internet particolarmente diffuso. Cfr. http://www.paypal.it/it. 19

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potrebbero pubblicizzare il film (nel sito è presente tutto il materiale necessario), aziende per finanziare la realizzazione, artisti/attori/tecnici che vogliono collaborare, produttori e distributori interessati al progetto. 5. Lo Splatter Marketing Perfettamente riconducibile al filone di pensiero di Guerrilla Marketing è anche la tendenza a creare degli eventi (mediali, da strada o su internet) che possano attirare l’attenzione del pubblico, con l’obiettivo di incuriosire, provocare, in certi casi persino scioccare. Le campagne gestite in questo modo consentono di ottenere il massimo rendimento in termini di visibilità con limitate risorse finanziarie e sono quindi particolarmente indicate per le produzioni indipendenti. I film che si caratterizzano per tematiche provocatorie e presenza di elementi orrifici o situazioni violente, trovano in questa tecnica un terreno fertile, perché particolarmente adatta a veicolare e rafforzare l’identità del prodotto. Caso emblematico e citatissimo è naturalmente The Blair Witch Project, mockumentary (cioè un finto documentario), riuscito a diventare il film più redditizio della storia del cinema20 grazie a una campagna promozionale che giocava sull’ambiguità, insinuando che gli eventi spaventosi rappresentati nel film potessero essere accaduti veramente. Si tratta di uno dei primi esperimenti di attività promozionale cinematografica condotta prevalentemente sfruttando le potenzialità di internet. Del resto il cinema dell’orrore, in particolare quello cosiddetto di serie B, si è sempre avvalso di strategie poco convenzionali e quantomeno bizzarre per attirare e incuriosire il pubblico. Uno dei pionieri di questa pratica è stato William Castle, l’inventore dei gimmick movie, ovvero film in cui la principale attrattiva era costituita da qualche trovata, come l’assicurazione sulla vita che gli spettatori potevano siglare prima di assistere alla proiezione di Macabre (195821). Bumba Atomika sembra quindi il terreno ideale per praticare lo splatter marketing, inteso come insieme d’attività mirante a creare caos e destabilizzazione all’interno del panorama mediatico, movendosi al confine tra realtà e finzione, tra polemica e burla. Forse la più vistosa ed eccentrica di queste iniziative “splatter” è la campagna “Io vendo i morti”: un’asta organizzata su E-bay.it22 in cui sono stati messi in vendita due cadaveri (finti) – “modello uomo” e “modello donna” – che compaiono nel film. In 20

Il film, costato 35 mila dollari, ne ha incassati 140. Sono stati spesi 25 mila dollari esclusivamente per la promozione. Tra gli altri “trucchetti” si ricorda l’effetto Percepto, brevettato per The Tingler (1959) – le poltrone del cinema trasmettevano piccole scariche elettriche in precisi momenti del film – e quello Emergo per House of the Haunted Hill (1959) – uno scheletro emergeva dallo schermo. Cfr. William Castle http://www.ihmagazine.it/articoli/no354.html. 22 Il sito di aste on-line più utilizzato al mondo http://www.ebay.it. 21

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questo caso la trovata risulta particolarmente efficace proprio perché si inserisce perfettamente all’interno del tessuto narrativo del film23. In occasione del Pesaro Horror film Festival, sono stati distribuiti volantini in cui si reclamizzava la stessa vendita necrofila e durante il Festival del Cinema di Venezia sono stati affissi degli annunci scritti a mano simili a quelli delle richieste di affitto, ma in cui si pubblicizzava un “vendesi cadavere”. La curiosità è stata così alta che gli autori sono riusciti a ottenere una videointervista nella homepage del “Corriere della Sera on line”. Si situa sulla linea di confine tra vero e falso anche la redazione di un finto quotidiano che amplia gli eventi raccontati nel lungometraggio, “La Voce del Conero”, scaricabile dal sito ufficiale in formato .pdf e distribuito gratuitamente in occasione del Pesaro Horror Film Festival. Sempre a scopo provocatorio sono state realizzate e diffuse delle locandine di Vulva Tonica, un fantomatico titolo a luci rosse – vero e proprio film nel film che i protagonisti di Bumba Atomika si recano a vedere – e saranno disponibili prossimamente anche quelle di Pazzo pazzo cowboy, altro film nel film (in questo caso si tratta di uno slasher movie anni ’80). In quest’ottica, in occasione della campagna di lancio, sarebbe auspicabile anche la diffusione di polemiche – anche create e montate ad arte – miranti a ottenere ricadute in termini di copertura sui mass media (ad esempio facendo leva sui recenti allarmi relativi al dilagare dell’alcolismo tra i giovani o sulla pericolosità di internet in merito ai traffici illegali). È una delle tecniche che sta alla base del gossip e del buzz marketing: creare “rumore” per ottenere un’altissima notiziabilità dell’evento con un limitato dispendio di risorse.

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L’asta era stata indetta da Berna B., personaggio del film.

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Figura 6 Finta asta di un cadavere del film sul sito Ebay.it

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Figura 7 Pima pagina de "La voce del Conero", finto quotidiano dedicato al mondo di Bumba Atomika.

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6. Conclusioni Una produzione indipendente di genere come Bumba Atomika che, per le tematiche affrontate e i riferimenti chiamati in causa, per forza di cose non può rivolgersi a un pubblico generalista ma deve indirizzarsi verso un target di nicchia, dovrebbe preferire una combinazione di marketing-mix cinematografico che riduca il più possibile l’advertising, con l’eccezione di quegli strumenti pubblicitari che possono raggiungere più direttamente il primary target, e che prediliga invece le tecniche di publicity e di promotion. L’advertising è definito come l’insieme degli strumenti pubblicitari che attraverso tutti i canali possibili sono utilizzati per veicolare un’immagine coerente e distintiva del film che si deve promuovere (Celata – Caruso, 2003). Si tratta evidentemente della componente di mix comunicativo più costoso. Le campagne su stampa, radiofoniche e televisive hanno dei costi proibitivi per una produzione autofinanziata. Conviene allora puntare sulla nuove tecnologie e su internet in particolare, che consente di stabilire un contatto interattivo con il target specifico del film. Se rimangono risorse disponibili è consigliabile investire in spazi pubblicitari presso le riviste specializzate di cinema di genere e presso la stampa, la radio e la televisione locale, che possono raggiungere un micro-target specifico e territoriale potenzialmente legato al film. La publicity è finalizzata a ottenere la “copertura mediatica” della pellicola. Rispetto all’advertising la publicity è meno costosa, ma consente di raggiungere, forse addirittura con maggiore efficacia, i medesimi obiettivi di diffusione e posizionamento della propria immagine, poiché le informazioni sulla campagna non provengono da una fonte promozionale, ma formalmente “disinteressata” (Id.). Non soltanto quindi in occasione del lancio di Bumba Atomika si dovrebbe pianificare attentamente e con largo anticipo la diffusione di materiale approfondito sul film (comunicati stampa, press kit, etc) presso le maggiori testate locali e nazionali (con particolare attenzione nei confronti delle riviste specializzate in cinema di genere). Ma bisognerebbe cercare di moltiplicare le occasioni di “notiziabilità”, creando degli eventi ad hoc per stuzzicare la curiosità dei media. La diffusione di azioni provocatorie o di polemiche orchestrate ad arte, in pieno stile da Guerrilla Marketing, è altamente consigliata. La partecipazione a festival, sia tematici dell’orrore sia generalisti, soprattutto di risonanza internazionale, darebbe inoltre notevoli vantaggi in termini di visibilità. La promotion comprende una serie di azioni di sostegno all’advertising e alla publicity, in grado di richiamare ulteriormente l’attenzione del pubblico sul prodotto audiovisivo. Include una serie vastissima di iniziative, limitate solamente alla creatività dei responsabili di marketing (Id.). Qualunque attività che possa far conoscere ulteriormente il film e stimolare il word of mouth risulterà proficua: 20

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dall’organizzazione di eventi a tema – ad esempio concerti del gruppo metal Kurnalcool, che cura la colonna sonora del film, oppure serate alcoliche in enoteche e winebar – alle proiezioni in anteprima, ai concorsi per ricevere gadget. Il merchandising è probabilmente il settore della promotion che negli ultimi anni si è più sviluppato ed è risultato più redditizio sia in termini di introiti monetari che in termini di promozione e valorizzazione indiretta dell’opera cinematografica. Sebbene la commercializzazione di prodotti legati tematicamente al film sia una pratica solitamente riservata ai grossi blockbuster, anche un black-blockbuster come Bumba Atomika si dimostra particolarmente adatto per la realizzazione di gadget. A partire dalla mascotte Susho, pupazzo “birilliforme” che compare nel film, fino allo sviluppo di materiale intertestuale e intermediale che espanda l’universo narrativo originale: un fumetto, un mini videogioco scaricabile gratuitamente, racconti a tema e quant’altro. Allo stato attuale non è naturalmente possibile prevedere se la campagna promozionale e le strategie di marketing messe in atto determineranno il successo del case study preso in esame. Sono troppe le variabili da considerare e per il momento ci sono poche certezze sulla modalità di lancio e distribuzione del film. Rimane, invece, da ribadire come Bumba Atomika dimostri che gli impulsi più dinamici e vitali, più audaci e sperimentali, non solo nel campo della realizzazione artistica vera e propria, ma anche in quella della propaganda e vendita del prodotto culturale, in Italia provengano (paradossalmente, ma forse proprio per questo motivo) dalle produzioni indipendenti e low budget e non dalle storiche e paludate case produttrici e distributrici. Un’attenta pianificazione della campagna, prima ancora che il film entrasse in preproduzione, condotta all’inizio centellinando le informazioni allo scopo di creare interesse e curiosità; un massiccio impiego delle nuove tecnologie e in particolare di Internet, per diffondere la comunicazione a livello capillare, settoriale e transnazionale; una concezione altamente intertestuale e transmediale del prodotto audiovisivo24, che espande e frammenta la propria dimensione narrativa in mille rivoli e li adatta a diversi mezzi e supporti (Il film di Michele Senesi cerca di applicare in piccolo la lezione dell’High concept movie25 hollywoodiano, che sviluppa la propria storia su saghe cinematografiche, serie televisive, videogiochi, fumetti e quant’altro); un piano di distribuzione che ha come terreno privilegiato i mercati esteri: Bumba Atomika dimostra di essere perfettamente al passo con le ultime tendenze del marketing internazionale.

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A tal proposito Henry Jenkins descrive il fenomeno come “transmedia storytelling”, ovvero la proliferazione di contenuti mediali distribuiti su differenti piattaforme, resa possibile dalla convergenza digitale. Cfr. H. Jenkins, “Transmedia Storytelling”, Technology Review, 13 gennaio 2003. 25 Definizione coniata da Justin Wyatt in High Concept. Movie and Marketing in Hollywood, Austin: University of Texas Press, 1994.

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Per una maggior comprensione del caso ritengo utile riportare in appendice alcune considerazioni del regista Michele Senesi. Le dichiarazioni dimostrano come il regista sia totalmente consapevole dei meccanismi strategici messi in atto.

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7. Appendice. Parla Bumba: intervista a Michele Senesi Per cominciare vorrei che mi descrivessi brevemente le fasi temporali di realizzazione del progetto Bumba Atomika. A quando risale il concepimento dell’idea? Quanto è durata la pre-produzione e quando pensi di ultimare il film? Innanzi tutto diciamo che l’inizio della produzione risale a circa marzo 2006 con l’apertura del sito ufficiale e la partenza della campagna promozionale. Da marzo a settembre abbiamo parallelamente lavorato a promozione e produzione. Conta però che metà sceneggiatura era là scritta da quasi un decennio, ho recentemente trovato appunti risalenti al 1997. Ad ottobre abbiamo girato per circa un mese e cinque giorni. Poi abbiamo rallentato un attimo per altri impegni (la collaborazione con “Nocturno Cinema”) ci siamo riposati un pochino dal set, che è stato una vera guerra, abbiamo potenziato il Mac per montare, abbiamo acquisito il girato e a giorni inizierà il montaggio vero e proprio. Il film non sarà pronto assolutamente prima di fine aprile. Quanto è importante per te l’aspetto promozionale? La produzione ha un progetto di marketing ben definito? Quanto hai intenzione di investire in termini di denaro e impegno per la promozione? Risposte sparse. L’aspetto promozionale a livello cinematografico in sé non ha nessun valore, il cinema è una forma narrativa, la promozione è una confezione. Però poi a livello di realtà commerciale per come la vedo io l’aspetto promozionale è fondamentale. Per più motivi; relativamente al nostro progetto (quindi parliamo di un’opera indipendente low budget) osservando e studiando la scena indie, come si evolve e come si muovono le cose, se parallelamente alla produzione non affianchi una promozione articolata, non godendo aprioristicamente di una campagna pubblicitaria ufficiale, come fa un pubblico a conoscere il tuo film? E che senso ha produrre e lavorare ad un film (cosa decisamente complessa) se poi nessuno sa della sua esistenza? Se poi analizziamo come metà del budget dei film USA sia solitamente destinato alla promozione, se poi osserviamo cinicamente che il pubblico “mangia” solo quello che gli viene imposto dalla pubblicità, il discorso si fa drammatico e necessario. La produzione aveva un piano promozionale fisso e definito e alcuni elementi liberi da sfruttare secondo utilità. A livello di denaro abbiamo investito relativamente poco, giusto delle minime spese di stampa per il materiale cartaceo, mentre abbiamo investito molto in termini di tempo e impegno per l’ideazione e la realizzazione delle varie “invenzioni”. Sicuramente – ed è brutto dirlo – se n’è andato più tempo in promozione che in produzione e realizzazione. 23

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Al contempo non abbiamo vissuto la creazione promozionale come un’attenta azione da avvoltoio arrivista, ma l’abbiamo trasformata in una piacevole e pulita azione creativa, frizzante ed euforica quanto l’ideazione stessa del film. D’altronde facendo attenzione si può notare come tutta la sovrastruttura promozionale non sia altro – in linea di massima – che un prolungamento narrativo degli eventi del film. La promozione non punta al successo ma solo alla diffusione e divulgazione; se era al successo sicuro che puntavamo non avremmo di certo realizzato Bumba Atomika. Quali ritieni che siano i target di pubblico (sia a livello locale sia nazionale sia internazionale) potenzialmente interessati a Bumba Atomika? A livello locale la situazione è facilitata da un pubblico diretto come fruitore, visto che il film contiene molti elementi assolutamente provinciali (i luoghi, le musiche, le persone). Il provincialismo è voluto, soprattutto per dare – paradossalmente – un inedito aspetto esotico (visto che è rara una storia del genere, ancora di più se ambientata nei particolari e vari paesaggi marchigiani), ma al contempo ho fatto un’estrema attenzione ad utilizzare un linguaggio narrativo universale. Il target più definito del film immagino sia un pubblico dai 14 ai 35-40 anni, soprattutto ragazzi in piena euforia ormonale e da trasgressione adolescenziale, fans del cinema di genere, appassionati di prodotti anomali, insomma, parzialmente di nicchia a meno di una difficile esplosione come fenomeno “cool”.

La campagna promozionale è stata finora condotta quasi esclusivamente on line. Conti in futuro di ampliare gli strumenti (ad esempio affissioni di manifesti o spot su radio e tv locali) o ritieni che il target di riferimento del film sia raggiungibile principalmente tramite internet? La campagna è stata fatta sempre dalle stesse due persone che hanno lavorato al film e il metodo più immediato ed economico era la rete. Al contempo avendo un passato da sincero frequentatore appassionato delle varie zone cinefile di Internet sono stato facilitato, nella diffusione del verbo di Bumba, da una quantità infinita di amici virtuali. Il tam tam dei blog ha poi fatto il resto. In un attimo ci siamo presentati al mondo intero. Continueremo così e con tutto quello a nostra disposizione. Eventuali passi avanti nei canali ufficiali potranno essere fatti solo in seguito ad una distribuzione ufficiale del film e non sarà più questione nostra. Abbiamo utilizzato ogni possibilità della rete e delle nuove tecnologie: siti, blog, podcast, myspace, youtube, abbiamo tentato tutto. Noto che forse siamo stati i primi in Italia ad alzare tanto polverone promozionale, ma abbiamo aperto una stradina che ora stanno seguendo in molti, relativamente a questo aspetto del film. 24

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C’è anche da dire che in un paio di occasioni abbiamo anche promosso il film sul campo. Al Pesaro Horror film Festival, in cui ero ospite di una tavola rotonda, mi sono portato dietro Erika (la Berna B. del film) che ha distribuito per tutta la giornata dei fogliettini in cui si pubblicizzava la vendita di cadaveri e “La Voce del Conero” un quotidiano fittizio che pubblicava fatti di cronaca relativi al film e all’universo di Bumba Atomika (lo trovi nel sito da scaricare). Al Festival del Cinema di Venezia invece, Martina Leithe Colorio ha attaccato in giro di nascosto dei fogli scritti a mano tipo quelli del “cerco casa”, ma in cui si pubblicizzava un “vendesi cadavere”. La curiosità è stata così alta che ci siamo beccati una videointervista nella homepage del “Corriere della Sera on line”.

Figura 8 Volantini promozionali in cui si pubblicizza la (finta) vendita di due cadaveri, distribuiti al Pesaro Horror Film Fest 2006.

Stai puntando moltissimo sul coinvolgimento diretto degli appassionati nella promozione del film. Il passaparola è secondo me fondamentale per un prodotto di questo tipo. Finora che risposta hai ricevuto dalla gente? Continuerai a puntare soprattutto sul passaparola anche durante la fase di lancio? Bhè, assolutamente sì. Finora ha funzionato e c’è un’attesa per il film fin troppo eccessiva. Mi sto quasi allarmando. Dipende tutto dal futuro del film e dall’eventuale intervento di produttori o distributori. Se nulla arriva continueremo così, inventandone sempre di nuove e tenendo come campo base il sito e il blog. Ad esempio presto pubblicheremo nel sito un minivideogioco ispirato al film, e altro materiale è in preparazione. Anche Myspace - nonostante una mia allergia a questo medium - sembra un’invenzione intrigante. Personalmente più per conoscere, che per farmi conoscere. 25

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Perché ai navigatori non è riservata la possibilità di commentare nel blog di Bumba Atomika? Perché il blog non è stato ideato come punto di incontro, ma come mezzo promozionale. Venivo dall’esperienza di altri lavori non miei che avevano avuto all’interno dei siti guestbook o possibilità di commenti e al mondo c’è sempre gente ostile e invidiosa pronta ad ammorbare una cosa bella con i peggiori rancori. Non ne avevo voglia. Punti d’incontro per appassionati di cinema indie già ci sono (ad esempio il sito della Filmhorror.it) e altri ne servirebbero, ma non era quello che volevo fare. Anche il blog che abbiamo aperto non è un semplice blog, ma a leggerlo si scoprono due cose fondamentali: da una parte è un vero diario di produzione del film e questo è l’aspetto più normale e forse meno interessante e innovativo; dall’altra – e questo è più interessante – è un’estensione narrativa del film. Come avrai notato è gestito da Berna B., la protagonista del film. Non l’attrice, attenzione, proprio il personaggio, con il suo stile, il suo linguaggio e il suo carattere. Nel corso di tutti questi mesi la ragazza si è fatta conoscere, ha raccontato storie e aneddoti dell’universo di Bumba che poi non saranno nel film, e ha anticipato o raccontato dal vivo storie che poi accadono realmente nel film. Abbiamo cercato di fare nel piccolo e senza spese quello che fanno in Giappone con lavori tipo Blood – The Last Vampire, ossia una storia che si dipana su più media (videogiochi, manga, film, serie). Noi abbiamo sbriciolato l’universo di Bumba nel film, nel blog, nel già citato “La Voce del Conero”, nelle (finte) aste di Ebay, nel videogioco, nella propaganda (che è poi stata inserita nel film per dare colore ai fondali) e in altre piccole cose. Tutti questi elementi insieme creano l’universo di Bumba relativo ai personaggi del film. Trovo la cosa divertente e stimolante. Nel film poi ci saranno altri due film inventati ognuno con i loro personaggi e le loro cover (sto parlando di Vulva Tonica, un porno fine anni ‘70 e Pazzo Pazzo Cowboy, uno slasher anni ‘80). Mi sembra che per Bumba Atomika sia molto adatta la definizione di “Splatter Marketing”, perché la promozione ruota intorno a iniziative (tipo la finta vendita di cadaveri su E-bay) che mirano a richiamare l’attenzione del pubblico e dei media tramite la provocazione e in alcuni casi lo shock. La definizione ti piace? Pensi risponda al vero? Splatter Marketing. È un termine molto definito, forse si potrebbe allargare a “marketing urlato” o “marketing d’assalto”. Quando ho scelto tra diversi soggetti e sceneggiature a disposizione quale fare e quale conveniva fare ipotizzando il low budget e gli imprevisti, ho scelto Bumba che era un film che si poteva realizzare anche con un budget molto basso (e così è stato), anche con un no-budget. Bumba era adatto perché è un film “urlato” e ho puntato a un film che non lasciasse indifferenti, può evocare tante emozioni, ma spero non lasci indifferenti. È un film urlato nella 26

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regia, nella storia, nelle musiche e così è stato per la relativa promozione. Non avessimo urlato, nessuno ora parlerebbe di Bumba come accade quotidianamente con i tanti film indipendenti (ce n’è una lunga lista che ho fatto nel blog) che vengono realizzati. È una guerra e l’abbiamo combattuta con le nostre armi. A questo proposito c’è un detto che mi piace particolarmente che si adatta alla situazione e che dice “…canne mozze in mano e ti prendono sul serio...”. Purtroppo in Italia è così.

All’interno del film compare il pupazzo Susho, mascotte del sito, sfruttato come un gadget vero e proprio. Hai intenzione di commercializzarlo e di realizzare altri oggetti di merchandise per Bumba Atomika? Dopo aver fatto di tutto per il film spero di non dover fare anche il commerciante di giocattoli. Comunque Susho si presta al gadget. La creazione di Susho effettivamente è furbina. Ho pensato a Lucas che è campato trent’anni solo con la rendita dei gadget di Guerre Stellari. Poi mi sono venuti in mente le creature compagnette di tanta animazione giapponese, volevo un simbolo e dopo una cena abbondante innaffiata di vino buono e grolla ci siamo messi a disegnare sui tovaglioli, a casa di Flamini, il fonico. È comparso Susho. È piaciuto. Poi l’abbiamo fatto di stoffa e nel film è attaccato alla cintola di Berna B. Ne abbiamo realizzati quattro (a mano, fatti da Manlio Di Donato, un geniaccio di Venezia) per sicurezza (dovevano durare più di un mese attaccati addosso all’esagitata Erika…). Se venderemo il film ovviamente non includeremo nel contratto la disponibilità iconografica per i gadget. Quella eventualmente si vende a parte visto che, secondo me, ha buone potenzialità. Certo, parliamo di fantascienza, le probabilità per un film così indie di arrivare al merchandising sono assai remote…

L’argomento alcolico, come pure l’ambientazione marchigiana, farebbe supporre la possibilità di coinvolgere il territorio (sia enti pubblici sia privati) per la promozione del film. Penso ad esempio alla sponsorizzazione da parte di enoteche, o addirittura al product placement di bevande. Hai pensato a qualcosa del genere? Sì, ci ho pensato, ci ho un po’ lavorato sopra, ma poi ho desistito. Abbiamo avuto poche risposte, gente spaventata o che non capiva le potenzialità del prodotto e, visto che anche gli addetti alla produzione erano sempre poche persone (me compreso) e notando che il tempo se ne andava e i risultati erano scarsi, mi sono fermato. Non è il mio lavoro reperire fondi, né pregare la gente, non volevo costrizioni, abbiamo litigato con persone e alla fine ho abbracciato la mia miniDV e sono partito, in bilico 27

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tra ufficialità e assalti da guerrilla, con i permessi per un terzo del girato (tant’è che è scoppiato un mezzo caso a Recanati per una sparatoria che abbiamo girato senza avvertire nessuno). Avessimo avuto due persone in più in produzione ora Bumba sarebbe cinque volte migliore. Ma non ho rimpianti, lo preferisco così che con altri pesi addosso. La prossima volta – se ci sarà – verrà creato un reparto di addetti alla produzione più definito. Ma poi entrano sempre in scena i soldi, la gente vuole denaro comunque (io li chiamo necrofili, vogliono mangiare su qualcosa di morto, il cinema). Bumba è sopravvissuta sul 90% delle persone che l’hanno fatta e che hanno lavorato gratis. Solo passione e rabbia. Amen.

In che modo intendi distribuire il film? Sala, home video o i nuovi canali forniti da Internet (peer-to-peer, youtube ecc)? O una combinazione di tutti questi mezzi? Attualmente non ho preso in considerazione nessuno di questi mezzi. Abbiamo un piano definito e seguiremo quello. Inizialmente bloccheremo il film in Italia e proibiremo ad esso di essere visto da chiunque (esclusa una prima ad invito) nonostante abbiamo già a disposizione sale in tutta Italia disposte a proiettarlo. Il primo passo sarà mandare il film a festival stranieri che già hanno dimostrato interesse, soprattutto negli Stati Uniti anche se il mercato che più ci alletta è quello asiatico, ma ci stiamo muovendo anche in quella direzione. Successivamente staremo a vedere cosa accadrà di riflesso in patria e se qualche distributore avrà un po’ di fegato. Il filmaccio dei Manetti Bros ha vinto un premio del pubblico ad un festival “X” e di riflesso è uscito in sala in Italia. Perché devo bruciarmi preventivamente il film addosso a distributori e al pubblico stordito italico? Ma questo è ancora prematuro e pensiamo al presente. Sei interessato a diffondere il tuo film anche in mercati esteri? Quali paesi e in che modo intendi farlo? Mi ripeto. Sì, siamo interessati principalmente ai mercati esteri, i film vogliamo farli in Italia, ma venderli all’estero, il mercato nazionale è ormai un limite per il cinema italiano. Principalmente per tutta una serie di questioni puntiamo all’Asia, ma abbiamo avuto richieste soprattutto dagli USA.

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Hai pensato di organizzare eventi promozionali durante la fase di lancio del film, ad esempio organizzando serate in enoteche o coinvolgendo il gruppo Kurnalcool? Sì, ma loro non lo sanno. Avevo pensato a eventuali serate nei centri sociali o in locali particolari con proiezione film+concerto, ma anche questo è prematuro. Sarebbe gradevole anche la proiezione del film con degustazioni di vini locali, ma le aziende vinicole le vedo parecchio assopite. Mi stufo anche a fare pubblicità gratuita a persone irriconoscenti, Bumba è un enorme spot gratuito alle aziende vinicole locali e non, ma nessuna si è proposta o ci è venuta incontro. Per quanto possibile ho quindi cercato di celare le etichette anche se in alcune sequenze i vini vengono citati per esigenze di sceneggiatura. Anche all’idea delle serate promozionali penseremo comunque a tempo debito. Eccome se ci penseremo!!

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Bibliografia G. Celata – F. Caruso, Cinema, industria e marketing, Guerini e Associati, Milano, 2003; H. Jenkins, “Transmedia Storytelling”, Technology Review, 13 gennaio 2003; J. C. Levinson, Guerrilla Marketing: Secrets for Making Big Profits from Your Small Business, Mariner Books, 1984; G. Pescatore (a cura di), Matrix: Uno studio di caso, Hybris, Bologna, 2006; M. Repetto – C. Tagliabue, La vita e bella? Il cinema italiano alla fine degli anni Novanta, Editrice Il castoro, Milano, 2000; D. Viticci, “William Castle”, I.H. Magazine, http://www.ihmagazine.it/articoli/no354.html; J. Wyatt, High Concept. Movie and Marketing in Hollywood, Austin: University of Texas Press, 1994. Sitografia Communication Guerrilla – http://www.contrast.org/KG/; Guerrilla Marketing On-line – http://www.gmarketing.com/; Guerrigliamarketing.it – http://www.guerrigliamarketing.it/; Luther Blissett Project – http://www.lutherblissett.net/index_it.html; Wikipedia – http://wikipedia.org/; Wikipedia Italia – http://it.wikipedia.org/. Siti legati a Bumba Atomika

Il sito ufficiale di Bumba Atomika – http://www.palonerofilm.com/bumbaatomika.htm; Il sito ufficiale della PALONEROfilm – http://www.palonerofilm.com; Il blog di Bumba Atomika – http://bumbaatomika.splinder.com/; Il Myspace della PALONEROfilm – http://myspace.com/palonerofilm; Il forum di AsianFeast – http://www.asianfeast.org/forum/.

13 febbraio 2007 Roberto Castrogiovanni Corso di laurea in “Cinema, televisione e produzione multimediale” E-mail: [email protected] Sito web: http://thecritic.splinder.com/ 30

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Tesina realizzata per il corso di “Promozione e Marketing del prodotto audiovisivo”, tenuto dalla professoressa Veronica Innocenti nell’A.A. 2006/2007 nell’ambito della Laurea specialistica in “Cinema, Televisione e Produzione Multimediale” dell’Università di Bologna.

Ad eccezione delle immagini presenti (che sono dei rispettivi proprietari) questo testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons: Attribuzione – Non commerciale 2.5 (http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/deed.it)

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